Ciceri e tria di Otranto, la ricetta salentina

Ciceri e tria, un piatto salentino con pasta fatta in casa, ceci e croccanti sfoglie fritte.

Scritto da

Carmela D'angelo

Pubblicato il

5 nov 2026

Indice

Quando arriva in tavola una ciotola fumante di ciceri e tria di Otranto, la prima cosa che colpisce è il contrasto tra i ceci morbidi e la pasta dorata e croccante. È una delle preparazioni più rappresentative della cucina salentina, nata da ingredienti semplici ma costruita con grande intelligenza. Qui trovi la storia del piatto, le varianti legate all’area otrantina, le dosi per quattro persone e tutti i passaggi per prepararlo a casa senza perdere il suo carattere rustico.

Il piatto salentino che unisce morbidezza e croccantezza

  • Origine: è una specialità del Salento, particolarmente legata a Otranto e ai paesi vicini.
  • Ingredienti base: ceci, pasta fresca senza uova, olio extravergine d’oliva e aromi semplici.
  • Segreto: una parte della pasta viene lessata, mentre un’altra viene fritta.
  • Tempo: considera circa 12 ore di ammollo per i ceci secchi e 2 ore complessive di preparazione.
  • Variante locale: in alcune zone si aggiungono mugnuli, cannella, chiodi di garofano o pangrattato fritto.

Piatto di ciceri e tria, pasta fresca con ceci e croccanti sfoglie fritte, un classico sapore di Otranto.

Che cosa sono davvero i ciceri e tria

Il nome unisce due elementi essenziali. I ciceri sono i ceci, mentre la tria è una pasta fresca preparata con semola di grano duro e acqua, senza uova. La sfoglia viene tagliata in strisce simili a tagliatelle, ma non serve ottenere una pasta perfettamente regolare: il fascino del piatto sta anche nel suo aspetto casalingo.

La particolarità arriva in cottura. Una parte della pasta viene immersa nel brodo dei ceci, così assorbe il sapore del legume e diventa morbida. La parte restante viene invece fritta in olio e aggiunta alla fine, creando quel contrasto di consistenze che distingue questa preparazione da una normale pasta e ceci.

Nel Salento il piatto può essere chiamato anche massa e ciceri o massa di San Giuseppe. La ricetta è legata alla cucina contadina e alle celebrazioni del 19 marzo, ma oggi si prepara durante tutto l’anno. Nell’area di Otranto esistono versioni arricchite con i mugnuli, una verdura locale simile al broccolo, oppure con pangrattato fritto e profumi speziati.

Ingredienti e dosi per quattro persone

Per una buona riuscita scelgo pochi ingredienti, ma di qualità. I ceci devono avere una buccia sottile e un sapore pieno, mentre l’olio va usato sia per insaporire il fondo sia per friggere la pasta. La quantità di acqua per la sfoglia può cambiare leggermente in base all’umidità della semola.

Ingrediente Quantità Nota pratica
Ceci secchi 300 g Da lasciare in ammollo per 8-12 ore
Semola rimacinata di grano duro 250 g Per la pasta fresca
Acqua tiepida Circa 120 ml Da aggiungere poco alla volta
Cipolla Mezza Oppure uno spicchio d’aglio per una versione più decisa
Sedano 1 costa Per il brodo dei ceci
Alloro 1 foglia Aiuta a profumare la cottura
Pomodorini 2 o 3 Facoltativi, per dare colore e dolcezza
Olio extravergine d’oliva 5-6 cucchiai Più olio per friggere la tria
Sale e pepe Quanto basta Da regolare solo verso la fine

Se vuoi avvicinarti alla variante otrantina, puoi aggiungere 200-250 g di mugnuli, già puliti e stufati a parte. Cannella, chiodo di garofano e pangrattato fritto non appartengono a ogni versione, quindi li considero una scelta regionale interessante, non un passaggio obbligatorio.

Come preparare la ricetta passo dopo passo

Cuocere i ceci lentamente

Dopo l’ammollo, sciacquo i ceci e li trasferisco in una pentola con acqua pulita, sedano, cipolla e alloro. Li lascio cuocere a fuoco dolce per 60-90 minuti, o finché risultano teneri senza sfaldarsi completamente. Il tempo dipende dalla qualità e dall’età dei legumi.

Non salo subito l’acqua. Preferisco aggiungere il sale quando i ceci sono quasi cotti, perché in questo modo la buccia tende a rimanere più delicata. A fine cottura elimino gli aromi più ingombranti e conservo il liquido, che servirà per cuocere la pasta.

Preparare la tria

Verso la semola sulla spianatoia, aggiungo gradualmente l’acqua tiepida e impasto per circa 8-10 minuti. L’impasto deve diventare liscio e compatto, non appiccicoso. Dopo un riposo coperto di 30 minuti, stendo la sfoglia sottile e la taglio in strisce larghe circa un centimetro.

Non serve usare la macchina per la pasta, anche se può rendere il lavoro più rapido. La sfoglia tirata a mano conserva una superficie leggermente ruvida, perfetta per trattenere il brodo dei ceci. Lascio asciugare le strisce per almeno 20 minuti, così si maneggiano meglio durante la cottura.

Dividere pasta lessata e pasta fritta

Divido la tria in due parti, lasciandone circa un terzo da friggere. Friggo le strisce in olio caldo, idealmente intorno ai 170-180 °C, fino a quando diventano dorate e croccanti. Le scolo su carta assorbente e le salo appena.

La parte restante cuoce direttamente nella pentola dei ceci. Se il liquido è troppo denso, aggiungo poca acqua calda; se è troppo abbondante, lascio restringere per qualche minuto. La consistenza migliore è cremosa ma non asciutta, con i ceci ancora riconoscibili.

Leggi anche: Ricotta fritta salentina perfetta - La guida definitiva

Unire tutto senza perdere il contrasto

Quando la pasta morbida è cotta, spengo il fuoco e lascio riposare il piatto per un paio di minuti. Distribuisco i ceci nei piatti e aggiungo la tria fritta soltanto all’ultimo momento, così resta croccante.

Completo con un filo di olio extravergine a crudo e, se piace, una macinata di pepe. Nella versione con mugnuli, aggiungo la verdura già stufata insieme ai ceci oppure la dispongo sopra, in modo da mantenere distinti i sapori.

Le varianti di Otranto e gli errori da evitare

Non esiste una sola ricetta immutabile. Le famiglie salentine cambiano aromi, proporzioni e tipo di pasta in base alle abitudini locali. La versione più semplice resta quella con ceci e tria, mentre nell’area di Otranto si incontrano preparazioni più profumate, con mugnuli, pangrattato fritto e spezie dolci.

Versione Che cosa cambia Risultato nel piatto
Tradizionale essenziale Ceci, tria, cipolla o aglio, alloro e olio Rustica, cremosa e delicata
Con mugnuli Aggiunta di verdura locale stufata Più vegetale e leggermente amarognola
Con pangrattato fritto Mollica dorata in padella Maggiore croccantezza e sapore tostato
Con spezie Una punta di cannella o chiodo di garofano Profumo più intenso, da dosare con prudenza

L’errore più comune è friggere tutta la pasta. In questo modo si perde la parte cremosa del piatto e il risultato diventa asciutto. Anche la tria fritta va aggiunta all’ultimo: se rimane immersa nel brodo per troppo tempo, assorbe liquido e perde la sua consistenza.

Un altro problema frequente riguarda i ceci. Se restano duri, la pasta finirà per scuocersi prima che il legume sia pronto. Per questo controllo sempre i ceci in anticipo e, quando ho poco tempo, uso ceci già lessati di buona qualità, ben sciacquati e aggiunti al soffritto con il loro brodo leggero.

Come servirli e con che cosa abbinarli

I ciceri e tria sono un primo piatto completo, sostanzioso e adatto soprattutto alle giornate fresche. Io li servo in piatti fondi, senza aggiungere formaggio, perché il gusto dei ceci e dell’olio extravergine è già sufficiente. La tria fritta deve rimanere visibile in superficie, quasi fosse una piccola guarnizione croccante.

Per accompagnarli sceglierei un vino pugliese non troppo strutturato, come un rosato salentino o un bianco secco. Anche una semplice insalata di finocchi, verdure amare o cicorie pulisce bene il palato e bilancia la densità della preparazione.

Se li ordini in una trattoria del centro storico di Otranto, chiedi se sono disponibili nella versione del giorno. La ricetta può cambiare molto da una cucina all’altra, e proprio questa variabilità fa parte della tradizione. Una porzione abbondante può facilmente sostituire un pasto intero, soprattutto quando la pasta è fatta a mano e i ceci sono cotti lentamente.

Il modo più semplice per portare il Salento a tavola

La forza di questo piatto non sta nella quantità degli ingredienti, ma nel modo in cui vengono trattati. Ammollo corretto, cottura lenta dei ceci e frittura separata della tria fanno più differenza di qualsiasi aggiunta creativa.

Per una prima prova consiglio la versione essenziale. Quando avrai trovato la consistenza che preferisci, potrai sperimentare mugnuli, pangrattato fritto o una traccia di cannella. Il risultato migliore, però, resta quello in cui il piatto sa ancora di casa, di olio buono e di cucina salentina senza complicazioni.

Domande frequenti

È consigliabile friggere circa un terzo della tria e cuocere il resto direttamente nel brodo dei ceci. In questo modo il piatto mantiene il contrasto tra la pasta morbida e quella croccante.

I ceci secchi devono restare in ammollo per 8-12 ore, poi cuociono a fuoco dolce per circa 60-90 minuti. Il tempo può variare in base alla qualità e all'età dei legumi.

Si impastano 250 g di semola rimacinata con circa 120 ml di acqua tiepida, aggiunta poco alla volta. Dopo 8-10 minuti di lavorazione e 30 minuti di riposo, si stende la sfoglia e si taglia in strisce larghe circa un centimetro.

In alcune versioni si aggiungono 200-250 g di mugnuli già puliti e stufati. Altre varianti prevedono pangrattato fritto, cannella o chiodi di garofano, ma questi ingredienti non sono obbligatori.

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ceci pasta fresca frittura cucina salentina mugnuli

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Carmela D'angelo

Carmela D'angelo

Mi chiamo Carmela D'angelo e ho sei anni di esperienza nel raccontare le meraviglie del Salento, un luogo che considero una seconda casa. La mia passione per questa terra è nata fin da giovane, quando ho iniziato a esplorare i suoi borghi caratteristici, le tradizioni culinarie e le bellezze naturali che la circondano. Scrivo per condividere non solo le informazioni, ma anche le emozioni legate a questi luoghi, cercando di rendere accessibili anche i dettagli più complessi. Mi dedico a esplorare e descrivere la cucina salentina, le tradizioni locali e le meraviglie del mare, con l'obiettivo di fornire contenuti utili e aggiornati. Per me è fondamentale verificare le fonti e confrontare le informazioni, in modo da offrire un quadro chiaro e preciso. Spero che le mie parole possano ispirare altri a scoprire e apprezzare il Salento tanto quanto lo faccio io.

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