Pasta e cicoria alla pugliese, il gusto semplice del Salento

Piatto di pasta e cicoria alla pugliese con ceci e croccante fritto.

Scritto da

Carmela D'angelo

Pubblicato il

7 ott 2026

Indice

Quando in tavola arrivano cicoria, olio extravergine e orecchiette, la cucina pugliese dimostra quanto possa essere ricco un piatto nato da ingredienti semplici. La pasta e cicoria alla pugliese conquista con il contrasto tra l’amaro della verdura, la morbidezza della pasta e il profumo dell’aglio. Qui trovi ingredienti, procedimento, varianti e accorgimenti per prepararla bene anche a casa.

Il gusto autentico nasce da pochi ingredienti ben trattati

  • Verdura: meglio cicoria selvatica, cicoria da taglio o catalogna tenera.
  • Pasta: le orecchiette sono la scelta più coerente, ma funzionano anche cavatelli e maritati.
  • Condimento: olio extravergine, aglio e peperoncino bastano per una versione essenziale.
  • Tempo: servono circa 35 minuti, compresa la pulizia della cicoria.
  • Equilibrio: l’acqua di cottura lega il piatto e attenua la sensazione di asciutto.

Piatto di orecchiette con cicoria, peperoncino e acciughe, un classico della cucina pugliese.

La semplicità che racconta la cucina pugliese

Questo primo appartiene alla cucina contadina della Puglia, dove le verdure spontanee venivano raccolte quando disponibili e condite senza coprirne il carattere. La versione più riconoscibile abbina orecchiette e cicoria ripassata, con olio extravergine, aglio e peperoncino.

Non esiste una ricetta unica valida per tutta la regione. Nel Salento si può incontrare una preparazione più rustica, con mollica di pane tostata; altrove si aggiungono acciughe, pomodorini o una spolverata leggera di pecorino. Io preferisco partire dalla base più essenziale, perché fa capire subito se la verdura è stata cotta bene.

La cicoria selvatica ha un gusto più deciso e amarognolo rispetto a quella coltivata. Quest’ultima è più facile da trovare e più delicata, quindi è una buona scelta per chi prepara il piatto per la prima volta. In entrambi i casi, la verdura deve restare saporita e non ridursi a una massa molle.

Gli ingredienti giusti per quattro persone

Ingrediente Quantità Indicazione pratica
Orecchiette 320 g secche oppure 450 g fresche Scegli una pasta ruvida, capace di trattenere il condimento.
Cicoria pulita 700-800 g La quantità diminuisce molto durante la cottura.
Olio extravergine d’oliva 5-6 cucchiai Meglio un olio pugliese dal fruttato medio, non troppo aggressivo.
Aglio 2 spicchi Schiaffeggialo appena e rimuovilo se tende a bruciare.
Peperoncino 1 piccolo Regolalo in base alla piccantezza desiderata.
Sale Quanto basta Ricorda che la cicoria può essere già sapida dopo la lessatura.

Le acciughe non sono indispensabili, ma 2 o 3 filetti sciolti nell’olio aggiungono profondità e una nota marina molto piacevole. La mollica tostata, invece, dà croccantezza e rende il piatto più sostanzioso senza bisogno di aggiungere formaggio.

Se trovi cicoria selvatica molto amara, non devi eliminarla per forza. Una breve lessatura in acqua salata ne rende il sapore più equilibrato. Io eviterei però di prolungare troppo la cottura, perché una verdura sfatta perde profumo e colore.

Come prepararla senza perdere sapore

1. Pulisci e lessa la cicoria

Elimina le foglie rovinate e la parte più dura dei gambi, poi lava bene la verdura in più passaggi. Tuffala in acqua bollente salata e cuocila per 5-7 minuti, fino a quando i gambi risultano teneri ma ancora consistenti.

Scola la cicoria conservando una parte dell’acqua di cottura. Strizzala con delicatezza e tagliala grossolanamente. Non serve ridurla in crema: i pezzi irregolari aderiscono bene alle orecchiette e mantengono una consistenza più piacevole.

2. Insaporisci la verdura

Scalda l’olio in una padella ampia con l’aglio e il peperoncino. Quando l’aglio diventa appena dorato, aggiungi la cicoria e falla saltare per 4-5 minuti. Se usi le acciughe, aggiungile prima della verdura e lasciale sciogliere a fuoco basso.

Il condimento non deve friggere a lungo. L’obiettivo è profumare l’olio e rivestire la cicoria, non bruciare l’aglio. È uno dei passaggi in cui si gioca gran parte del risultato finale.

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3. Cuoci la pasta e completa in padella

Cuoci le orecchiette nella stessa acqua della cicoria, riportata a ebollizione e regolata di sale. Scolale 2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione, trasferiscile nella padella e termina la cottura con qualche cucchiaio di acqua calda.

Questa fase si chiama mantecatura e serve a creare un condimento più omogeneo. Mescola per 1-2 minuti, aggiungendo poca acqua alla volta: la pasta deve risultare umida e lucida, mai brodosa. Servi subito con un filo d’olio a crudo.

Quale pasta scegliere e quali varianti funzionano davvero

Le orecchiette sono il formato più naturale perché la loro cavità raccoglie la cicoria e il fondo aromatico. Le orecchiette fresche cuociono rapidamente e hanno una consistenza morbida; quelle secche reggono meglio la mantecatura e sono più pratiche per una cena veloce.

Formato Risultato Quando sceglierlo
Orecchiette Rustico e tradizionale Quando vuoi valorizzare la consistenza della verdura.
Cavatelli Più corposo e avvolgente Se preferisci un primo con maggiore masticabilità.
Maritati Ricco di forme e consistenze Per una tavola pugliese più festosa.
Pasta lunga Meno tradizionale ma efficace Quando hai già spaghetti o linguine in dispensa.

Una variante molto riuscita prevede mollica di pane tostata in padella con poco olio. Va aggiunta solo al momento di servire, così resta croccante. Pomodorini e acciughe rendono il piatto più saporito, mentre una crema di ricotta lo addolcisce: sono interpretazioni piacevoli, ma allontanano il risultato dalla versione più povera e asciutta.

Non confondere questo primo con fave e cicorie. I due piatti condividono la verdura e la stessa idea di cucina contadina, ma la purea di fave è una preparazione diversa, più cremosa e spesso servita come piatto unico con pane o crostini.

Gli errori che rendono il piatto amaro o acquoso

Il primo errore è usare troppa acqua dopo la lessatura. La cicoria trattiene già umidità, quindi va strizzata bene prima di entrare in padella. L’acqua di cottura della pasta va aggiunta durante la mantecatura, un cucchiaio alla volta.

Il secondo è cuocere troppo la verdura. Una cicoria bollita per 15 o 20 minuti diventa scialba e perde la sua struttura. Se il sapore è molto intenso, è meglio sbollentarla, scolarla e ripassarla con un condimento equilibrato piuttosto che coprirla con panna o formaggi.

Attenzione anche all’aglio bruciato. Diventa amaro e rovina il piatto più della cicoria stessa. Io lo tolgo non appena prende colore, lasciando che siano l’olio e il peperoncino a sostenere il profumo.

La pasta con la cicoria è buona appena fatta, ma può essere conservata in frigorifero per un giorno dentro un contenitore chiuso. Per riscaldarla, aggiungi un cucchiaio d’acqua e usa una padella, non il microonde alla massima potenza, così la pasta non si asciuga subito.

Il dettaglio finale che la porta davvero nel Salento

Per rendere il piatto più vicino ai sapori del territorio, usa un olio extravergine pugliese profumato e servi le orecchiette con una spolverata moderata di mollica tostata. Un vino bianco secco e fresco, servito ben freddo, accompagna bene la nota amarognola senza appesantirla.

La regola che seguo è semplice: cicoria ben cotta, aglio appena dorato e pasta mantecata nell’acqua di cottura. Quando questi tre passaggi sono rispettati, non servono ingredienti costosi né salse elaborate per portare a tavola un piatto sincero, nutriente e profondamente pugliese.

Domande frequenti

La cicoria selvatica ha un sapore più deciso e amarognolo, mentre quella coltivata è più delicata e facile da gestire. In entrambi i casi, va cotta finché i gambi sono teneri ma ancora consistenti.

Bastano 5-7 minuti in acqua bollente salata. Dopo averla scolata e strizzata delicatamente, tagliala grossolanamente e falla saltare per 4-5 minuti con olio, aglio e peperoncino.

Le orecchiette sono la scelta più tradizionale perché raccolgono bene la verdura e il condimento. Puoi usare anche cavatelli, maritati oppure pasta lunga come spaghetti e linguine.

Strizza bene la cicoria prima di unirla al condimento e aggiungi l’acqua di cottura della pasta un cucchiaio alla volta. Scola le orecchiette 2 minuti prima del tempo indicato e termina la cottura in padella per 1-2 minuti.

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Carmela D'angelo

Carmela D'angelo

Mi chiamo Carmela D'angelo e ho sei anni di esperienza nel raccontare le meraviglie del Salento, un luogo che considero una seconda casa. La mia passione per questa terra è nata fin da giovane, quando ho iniziato a esplorare i suoi borghi caratteristici, le tradizioni culinarie e le bellezze naturali che la circondano. Scrivo per condividere non solo le informazioni, ma anche le emozioni legate a questi luoghi, cercando di rendere accessibili anche i dettagli più complessi. Mi dedico a esplorare e descrivere la cucina salentina, le tradizioni locali e le meraviglie del mare, con l'obiettivo di fornire contenuti utili e aggiornati. Per me è fondamentale verificare le fonti e confrontare le informazioni, in modo da offrire un quadro chiaro e preciso. Spero che le mie parole possano ispirare altri a scoprire e apprezzare il Salento tanto quanto lo faccio io.

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